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...Cosa può venire di buono da Nazareth??...

Dicono che un viaggio in Terrasanta sia come consultare il "quinto Vangelo", scritto nelle rocce e nelle grotte, nell'acqua e nelle piante. In realtà quello che rimane di "autentico", risalente ai tempi di Gesù è veramente poco. Se per alcuni luoghi si ha la certezza di quello che rappresentano, come ad esempio l'ubicazione della casa dell'Annunciazione a Nazareth, i luoghi delle predicazioni intorno al Mare di Galilea, Cafarnao e la casa di Pietro, per altri, specialmente a Gerusalemme, abbiamo poche certezze. Questo è dovuto principalmente alla sistematica distruzione dei luoghi compiuta, prima dall'imperatore Tito, nel 70 dC. e proseguita da Adriano.

Una delle caratteristiche che gli storici valutano per il riconoscimento dei luoghi realmente frequentati da Gesù è l'antichità del culto a quei luoghi connesso. Per fare un esempio, le grotte che Gesù e i discepoli frequentavano come rifugio notturno, sul Monte degli ulivi in prossimità di Gerusalemme, sono conosciute e venerate già dal II° secolo dC. Quindi dopo un tempo relativamente breve dagli eventi e, probabilmente, tramandati da una tradizione orale e da una memoria ancora viva.

Paradossalmente proprio le distruzioni operate dai dominatori romani hanno in parte preservato altri "luoghi sicuri". Infatti, con Adriano specialmente, l'interramento di alcuni siti specifici allo scopo di edificarvi sopra dei templi, proprio per cancellare il culto nascente, ha permesso in primo luogo di riconoscerli come "luoghi certi", ed inoltre di presevarli dal degrado naturale, Per esempio la roccia del Golgota, che venne completamente interrata, quasi sigillata.

Fu solo con Costantino, e più ancora con la madre di quest'ultimo, Elena, che venne avviata una ricerca sistematica e una riscoperta dei luoghi frequentati da Gesù, nel 330 circa; nemmeno tre secoli dopo la morte di Cristo. Va peraltro ricordato, che molti luoghi e reliquie che allora vennero ritrovati e ritenuti come autentici, furono, col passare del tempo e le ulteriori distruzioni da parte dei persiani, nel 614, e dei mussulmani di Al-Haken, nel 1009, nuovamente dimenticati o perduti; per esempio la presunta Vera Croce di Gesù, della quale si ha notizia fino all'epoca della prima crociata, nel 1099, per poi perderne le tracce. O ancora, l'edificio del Cenacolo, sul quale i crociati edificarono altre strutture a scopo di culto e conservazione, ma che in realtà lasciano quasi nulla dell'edificio originale.

E' comunque sorprendente verificare come i racconti contenuti nei Vangeli, siano attendibili riguardo le descrizioni dei luoghi, le distanze tra di loro ed i riferimenti geografici. Negli ultimi anni specialmente, gli archeologi di tutto il mondo, stanno riscoprendo questi siti, rinvenendo spesso prove scientifiche ed inconfutabili di quanto sia coerente ciò che la Fede, da secoli, ritiene reale.


I resti di una scalinata risalente all'epoca romana che conduceva dalla città alta alla Valle del Cedron, nella zona oggi denominata Gallicantu. a ricordo del rinnegamento di Pietro quando Gesù venne arrestato: <<In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte>> , è uno dei pochissimi luoghi certi del passaggio di Gesù. Questa era il tragitto quotidiano che Gesù compiva per recarsi al tempio e, alla sera, per recarsi ai Getsemani per trascorrervi la notte. Gesù infatti non dormì mai in Gerusalemme. Sicuramente passò da quì per recarsi al luogo dell'Ultima cena. Anche quando venne arrestato passò da questa scalinata, infatti le residenze dei sacerdoti sono state riscoperte poco più a monte

Arrivando da Betania e attraverso la valle del Cedron, così doveva apparire il Tempio di Gerusalemme ai pellegrini che vi si recavano in occasione delle celebrazioni. Così, quindi, doveva apparire anche a Gesù ed agli Apostoli

Arrivando da Betania e attraverso la valle del Cedron, così appare oggi la spianata del tempio di Gerusalemme, con al centro la Moschea di Omar o Cupola della Roccia. In primo piano, all'angolo inferiore sinistra della foto, il Pinnacolo del Tempio, delle tentazioni a Gesù, come raccontano i Vangeli e dell'esecuzione di Giacomo, fratello di Gesù e vescovo di Gerusalemme.


La Valle del Cedron è un'ampia depressione che separa la collina del Tempio dalle pendici del Monte degli Ulivi. In ebraico, Cedron significa l'oscuro ed era il nome di un torrente ora asciutto che solcava il fondo della valle; lungo le sue rive si trovava un'antica area sepolcrale, utilizzata fino ai tempi ellenistici (I secolo d.C.: a quest'epoca risalgono le quattro Tombe sacerdotali di Assalonne, Bnei Hezir, Josafat e Zaccaria). Secondo la tradizione ebraica, la parte più settentrionale della valle è conosciuta come Valle di Josafat ed è qui che si svolgerà il Giorno del Giudizio

Il Cenacolo

Secondo il racconto dei Vangeli, Gesù Cristo ha celebrato la Pasqua ebraica in una casa di Gerusalemme, scelta fra le tante della città. Già nei primi secoli dopo la sua morte, la tradizione popolare aveva individuato il luogo del Cenacolo in un'area precisa sull'Har Zyyon o Monte Sion, una collina a sud delle Mura di Solimano, e vi aveva costruito un piccolo oratorio: oggi sul luogo dell'Ultima Cena si sovrappongono edifici di tutte le epoche e di tutte le fedi, come è usuale a Gerusalemme. Ciò che per i Cristiani è il Cenacolo, infatti, si trova all'interno di una struttura più vasta che comprende anche una moschea e una tomba sacra agli Ebrei. Secondo gli archeologi, le prime costruzioni cristiane risalgono al IV secolo, e sono state edificate sui resti di un piccolo tempio ebraico; andate in rovina nei secoli successivi, sono state poi ricostruite e ampliate dai Crociati, nel 1099. Furono i Crociati, in effetti, a costruire per la prima volta una casa romanica a due piani sul luogo dell'Ultima Cena: al piano inferiore, dando credito ad altre leggende ancora, i pii costruttori collocarono la sala della Lavanda dei Piedi, che adesso è stata trasformata in sinagoga e appartiene al complesso della Tomba di Davide.

L'antica casa ebraica che ospitò Gesù e i suoi discepoli per la celebrazione della Pasqua non esiste più da secoli, sostituita da una serie di edifici votivi costruiti nei secoli successivi. Al posto di quest'antica abitazione vi è, dal 1342, la cappella del Cenacolo, una cappella gotica voluta dai Francescani: un unico ambiente grande e spoglio suddiviso in due navate, scandito da sei pilastri che sorreggono le volte a crociera. I Mamelucchi conquistarono la città nel XIII secolo. Nel 1447 furono probabilmente allontanati i Francescani e la cappella fu trasformata in moschea: in una delle pareti fu aperto un mihrab, la nicchia che indica ai credenti la direzione della Mecca. Secondo una leggenda araba, la roccia davanti al mihrab, un po' consunta dai secoli, sarebbe il masso su cui sedeva Gesù attorniato dagli apostoli. Oggi l'intero complesso è l'unico luogo santo di Gerusalemme gestito direttamente dalla città e non dai rappresentanti delle singole fedi.

Il complesso radunato attorno al Cenacolo ospita anche una yeshivà , una scuola religiosa ebraica, con un piccolo museo (il King David Museum); a fianco del chiostro francescano della cappella del Cenacolo si trova la Chamber of Holocaust, un memoriale che ricorda le vittime della Shoah, l'Olocausto. Proprio su questa collina, nel cimitero cristiano, è sepolto Oskar Schindler, l'industriale cecoslovacco che con il suo paziente lavoro ha salvato dai campi di concentramento centinaia di Ebrei, a cui Spielberg ha dedicato il film Schindlers' list


 

Betlemme

La Basilica della Natività, a Betlemme, è ritenuta la chiesa più antica del mondo. L'edificio originale del IV secolo fu commissionato dall'imperatore Costantino e modificato nel 540 d.C. dall'imperatore Giustiniano.
La struttura della chiesa voluta da Giustiniano corrisponde a quella odierna, se si escludono il tetto e il pavimento che sono stati rifatti molte volte.
I Crociati nel 1169 attuarono abbellimenti e decorazioni senza apportare cambiamenti nel tracciato della costruzione. Bellissima è la porta in legno che immette nell'interno, scolpita da un abile artista armeno nel 1227. Ai lati del coro, passando attraverso due porte in bronzo che risalgono all'epoca crociata, si scende nella Grotta della Natività , lunga 12,30 m e larga 3,15 metri. Proprio sotto l'altare della Natività una stella d'argento fissata su una lastra di marmo con la scritta in latino indica il luogo dove è nato Gesù Cristo.


Dalla navata sinistra della Basilica della Natività si accede al chiostro crociato che precede la Chiesa di Santa Caterina. Quest'ultima, costruita alla fine dell'Ottocento, s'innalza sulle fondamenta dell'antico Monastero di San Gerolamo. Nella navata destra, una scala consente di scendere a un gruppo di grotte risalenti al VI secolo avanti Cristo. Dal I secolo a.C. i Cristiani iniziarono a usarle come sepolcri. Sul soffitto della Grotta di San Giuseppe è inciso il monogramma di Cristo. Secondo la tradizione biblica in questa grotta è avvenuto il sogno di Giuseppe. Nella Grotta dei Ss. Innocenti, che ricorda la persecuzione e la strage attuata da Erode, si trovano i resti di un sarcofago. Nel passaggio che conduce alla terza grotta sono presenti i cenotafi di Paola ed Eustachia del principio del V secolo, e di San Gerolamo.
Nella grotta di San Gerolamo, secondo la tradizione sacra, il santo ha tradotto la Bibbia.
La Grotta del Latte è una cappella dei Francescani in cui, attesta la tradizione, Maria si rifugiò mentre allattava il bambino. Un po' di latte cadde sul pavimento e la grotta divenne bianca come il gesso. Le donne si recano in questo luogo a pregare e sperano che la sacra pietra bianca le sostenga nell'allattamento.


Il Monte Tabor

Il Monte Tabor è una montagna della Galilea, di circa 400 metri sulla pianura circostante. Tradizionalmente il Tabor viene identificato come il colle sul quale, secondo i Vangeli, avvenne la trasfigurazione di Gesù. In epoca crociata, la cima del monte venne spianata per costruirvi un monastero benedettino fortificato, che venne poi espugnato e distrutto dal Saladino; di esso rimane il portale d'ingresso in pietra, chiamato Porta del vento. Oggi sulla spianata sorge la Chiesa della Trasfigurazione, costruita nella prima metà del XX secolo.


Primato di Pietro e moltiplicazione dei pani e dei pesci

Una piccola chiesa su una piccola rada che sembra un porto naturale per le barche dei pescatori, sul lago di Tiberiade. Chiesa del Primato di Pietro. "...gradini di pietra sopra i quali il Signore stette..."
Edificio più volte distrutto fino al 1263 che fu abbandonato. I Francescani l'hanno restaurato


Il Monte delle Beatitudini

Come suggerisce il nome, questa è la collina da cui Gesù declamò quello che viene chiamato “Discorso della montagna”. Il paesaggio crea un anfiteatro naturale che degrada fino alla riva del lago, per cui si pensa che Gesù probabilmente si trovasse ai piedi della montagna.

Getsemani

La Basilica dell'Agonia, o Chiesa di tutte le Nazioni, situata sulle pendici del Monte degli Ulivi, è una struttura cattolica costruita grazie alle donazioni raccolte in tutto il mondo. L'elemento più importante di questa chiesa è il grande mosaico della facciata d'ingresso. Questo illustra la preghiera di Gesù in favore del popolo. All'interno della chiesa si trova la Roccia dell'Agonia, dove Gesù disse la sua ultima preghiera. La roccia è racchiusa in una corona di spine stilizzata.

Il Getsemani, che significa frantoio, è un piccolo uliveto poco fuori la città vecchia di Gerusalemme ed ai piedi del Monte degli Ulivi, nel quale Gesù Cristo, secondo i Vangeli, si ritirò dopo l'ultima cena prima di essere tradito da Giuda ed arrestato. Alcuni studi realizzati negli ultimi anni dall'Università di Tel a Viv hanno portato ad una datazione di quattro maestose piante di ulivi ancora presenti a più di duemila anni; testimoni probabili, quindi, delle ultime ore di Gesù


Dominus Flevit

La piccola Chiesa bianca di Dominus Flevit, sul Monte degli Ulivi, ricorda il punto in cui Gesù Cristo, secondo il Vangelo, pianse sulle sorti di Gerusalemme

Santo Sepolcro

Il Santo Sepolcro è il luogo di devozione dei Cristiani. Situato nel quartiere cristiano della Città Vecchia, riunisce i tre momenti fondamentali della vita santa di Gesù Cristo: la morte, la sepoltura e la resurrezione.
Al tempo di questi eventi il sito del Golgota e del sepolcro erano situati fuori dalle mura; nel 41-44 d.C. Erode Agrippa fece costruire il terzo muro che consentì di integrarli nella città. L'imperatore Costantino dopo il Concilio di Nicea fece abbattere il Tempio a Venere, fatto edificare dall'imperatore Adriano, e al suo posto vi fece erigere il Martiryon, un'ampia basilica a cinque navate, e l'Anàstasis, un'edicola a pianta centrale con cupola.
Secondo la tradizione, la madre di Costantino andò a Gerusalemme e sul luogo del sacro sepolcro scoprì la Croce, simbolo di santità per eccellenza. Nel 614 i Persiani incendiarono il Santo Sepolcro conquistando la sacra Croce. Dopo quattordici anni l'imperatore Eracleo sconfisse i Persiani, restituì la Croce a Gerusalemme e fece ristrutturare la chiesa.
Nel 1099 il califfo el-Hakim Be-Ammar Allah distrusse la chiesa.
L'imperatore bizantino Costantino Monomaco fece restaurare la parte che restava dell'Anàstasis e costruire una cappella per tutelare il Calvario. Per la basilica non poté fare niente perché era stata completamente rasa al suolo. In seguito alla conquista di Gerusalemme da parte dei Crociati, dal 1099 al 1149 fu costruita un'unica chiesa che comprendeva i siti del Calvario, della sepoltura e della resurrezione di Gesù Cristo.
Il nuovo edificio era costituito dall'Anastàsis ristrutturata unita a una chiesa crociata con tre cappelle. Anche il Calvario era incorporato alla costruzione. Sulla nuova facciata fu edificata la torre campanaria a cinque piani. Nel secolo XVIII la cupola venne ristrutturata.


Alla sinistra del cortile d'ingresso si trovano le absidi di tre cappelle greco-ortodosse innalzate a San Giacomo, San Giovanni e ai Quaranta Martiri, aggiunte nel secolo XI. Alla destra del cortile si presentano il Convento di Sant'Abramo (greco-ortodosso), la cappella di San Giovanni (armena) e la cappella di San Michele (copta).
La cappella dei Franchi, costruita dai Crociati per dare un ingresso al Calvario, fu chiusa dopo la caduta di Gerusalemme, nel 1187. In seguito al terremoto del 1927, gli architravi crociati vennero portati, per motivi di sicurezza, al Museo Rockefeller. Davanti all'ingresso si trova la pietra tombale di un cavaliere inglese, Filippo d'Aubigny, che prese parte alla crociata del 1228.
Nel vestibolo, una scalinata sale al Calvario, suddiviso tra la cappella della Crocifissione, luogo dove Gesù fu posto sulla croce, e la cappella del Calvario, sito della morte di Cristo. Di grande valore artistico l'altare della crocifissione, in bronzo, realizzato a Firenze, donato nel 1588 dal cardinale Ferdinando de' Medici. Se si ridiscende nel vestibolo, si scorge al centro la Pietra dell'Unzione, luogo della deposizione di Gesù, dove fu lasciato il corpo di Cristo per l'imbalsamazione. Nei secoli la lastra venne sostituita parecchie volte. Sulla sinistra, la Pietra delle tre Marie ci ricorda il luogo in cui le donne si fermarono a prestare assistenza a Gesù che stava morendo.

Al centro della rotonda si trova l'Edicola del Santo Sepolcro. Questa costruzione del 1810 sorge al posto dell'Anàstasis di Costantino; ha una pianta rettangolare ed è divisa in due parti: la cappella dell'Angelo, un vestibolo che introduce mediante una porta nella tomba rivestita da marmi. Al centro della basilica è situato il Catholicon, la cappella greco-ortodossa. Sotto questa cappella sono state rinvenute tracce del Martiryon di Costantino. Alle spalle dell'Edicola del Sepolcro c'è la cappella dei Copti, risalente al 1573. La cappella dei Siro-Giacobiti, al fondo dell'abside, mantiene elementi costantiniani. Un corridoio stretto porta alla Tomba di Giuseppe d'Arimatea.
Attraverso la cappella Francescana si arriva alla cappella del Santissimo Sacramento, situata sulla costruzione fatta edificare da Costantino nel 1048.
Fra le vestigia più antiche si segnalano: la cappella della Prigione di Cristo (greco-ortodossa), i cui resti potrebbero risalire ad Adriano e gli Archi della Vergine, che poggiano su colonne corinzie originarie di Aelia Capitolina. Tre cappelle spiccano sul fondo della basilica; si tratta della cappella di Longino, della cappella della Divisione delle Vesti e della cappella degli Improperi. Dalla cappella della Divisione delle Vesti, si scende alla cappella di Sant'Elena, caratterizzata da capitelli crociati ed elementi architettonici bizantini. Da questo luogo, scendendo un'altra scalinata, si giunge nella cappella del Ritrovamento della Croce dove la tradizione attesta che Sant'Elena abbia ritrovato la croce su cui morì il Signore. L'area sottostante la cappella del Calvario è denominata la cappella di Adamo. Due pilastri e l'abside risalgono al secolo XI. Gli altri due pilastri sono medievali; alla loro base si trovavano le tombe dei comandanti crociati Baldovino I e Goffredo di Buglione, tolte nel 1809 dai Greci.


 

Cafarnao

Cafarnao è l'antica città della Galilea, situata sulle rive nord-occidentali del lago di Tiberiade, in Israele. dove, secondo i Vangeli, Gesù abitò a lungo dopo aver lasciato Nazaret; qui iniziò la sua predicazione e vi compì numerosi miracoli.

Nei secoli successivi Cafarnao fu abbandonata; i suoi resti sono stati ritrovati e riportati alla luce da scavi archeologici nel XX secolo. Tra le altre cose, sono state ritrovate una sinagoga costruita con colonne di marmo, risalente al II secolo, e un'abitazione che è stata identificata come la casa di Pietro. Sopra quest'ultima è stata costruita una chiesa di forma ottagonale, sopraelevata da terra; un'apertura vetrata al centro permette di vedere i resti della casa di Pietro al di sotto.



Edicola dell'Ascensione

Secondo una sacra leggenda, condivisa da Cristiani e Mussulmani, quando Cristo ascese al cielo dal Monte degli Ulivi lasciò su una roccia l'impronta del suo piede sinistro, l'ultima traccia della sua presenza fisica sulla terra. La tradizione popolare ha da secoli individuato questo segno e ha fatto di tutto per mantenerlo inalterato: intorno al punto esatto dell'Ascensione, nel 392, venne costruita una piccola chiesa rotonda, che più tardi i Crociati trasformarono in una cappella ottagonale di pietra candida, ornata da archi ciechi e semicolonne.
L'Edicola dell'Ascensione è stata trasformata in moschea ai tempi del Saladino; oggi i Cristiani sono autorizzati a celebrarvi ogni anno la Festa dell'Ascensione, quaranta giorni dopo la Pasqua.

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