| Una
luce nuova su vecchie convinzioni
Chi
controlla il passato, controlla il futuro;
chi controlla il presente, controlla il passato
Nonostante il materiale contenuto nel sito sia principalmente
il risultato di ricerche su quanto "altri" hanno
pubblicato sull'argomento della Storicità
di Gesù di Nazareth, molti concetti rappresentano,
più che il pensiero di chi scrive, i dubbi e l'insaziabile
desiderio di "saperne di più"!
Quando
vengo invitato a parlare di Gesù, mi trovo spesso
a dover fare i conti con le aspettative degli uditori, che
hanno di Lui un' idea preconcetta e definita. E’ invece
importante, fin da subito, chiarire che il Gesù “storico”
è molto differente dal Gesù così come
ci viene insegnato. Ed in effetti Gesù è,
non dimentichiamolo mai, un ebreo attivo e praticante, attento
alle tradizioni ed alle leggi ebraiche del suo tempo. Niente
di più lontano quindi dalla tradizione cattolica
cristiana. Paradossalmente, Non è mai stato
un Cristiano…
Si
dice che si sia prodotta più informazione negli ultimi
trent'anni che nei cinque secoli precedenti. Grazie alle
moderne tecniche di ricerca e all'avvento di potenti sistemi
di archiviazione e di recupero dei dati è possibile
oggi accedere rapidamente a una considerevole quantità
di informazioni. Possiamo, dunque, comprendere il mondo
in cui viviamo, il suo passato e il suo potenziale futuro
assai più di quanto fosse anche solo lontanamente
immaginabile fino a una generazione fa.
La gente si è dovuta adattare all'idea di un'interminabile
valanga di innovazioni: tutto, dal dentifricio all'automobile,
diventa ogni anno più sofisticato. La maggior parte
di noi ritiene che una cosa quanto più è nuova
tanto è migliore ma, mentre le cose nuove possono
essere viste da prospettive diverse, le vecchie nozioni
sono dure a morire e le «verità» inculcateci
fin dall'infanzia rimangono incontestate. Come sappiamo
che fu Colombo a scoprire l'America? Perché crediamo
che Gesù trasformò l'acqua in vino? Riteniamo
di conoscere la risposta a entrambe le domande perché
qualcuno ce l'ha fornita e perché non abbiamo avuto
occasione di confutare queste affermazioni generalmente
accettate.
A quanto pare, la storia non è tanto una registrazione
di eventi passati, quanto una rassegna di credenze predominanti
esposte da individui interessati. Come ebbe a sottolineare
George Orwell in "1984",
sono sempre i vincitori a scrivere la storia e chiunque
sia in grado di controllarne la stesura nei libri può
dire di avere il passato in pugno. E dal momento che, negli
ultimi duemila anni, la Chiesa cattolica è stata
senza ombra di dubbio l'istituzione più potente e
più costante nell'esercizio di questo potere, non
di rado è accaduto che la storia finisse per corrispondere
alle sue aspettative.
La Chiesa è sempre stata dispensatrice delle «verità»
della cultura occidentale, ma con il graduale emergere di
prove incontrovertibili si è vista tuttavia costretta
a rinunciare alla secolare pretesa di infallibilità
del papato. Per fare qualche esempio, Galileo
fu condannato al carcere e le sue opere al rogo per avere
sostenuto che la Terra si muoveva nello spazio, ma si dovette
attendere il 1992 perché la condanna del tribunale
dell'Inquisizione nei suoi confronti fosse riconosciuta
erronea da una commissione pontificia; nel XIX secolo la
Chiesa si accanì violentemente contro la teoria dell'evoluzione
di Charles Darwin, finché nel 1996,
una volta di più, non giunse il mea culpa.
In passato la Chiesa forniva soluzioni agli enigmi della
vita quando nessuno era in grado di fare di meglio ma, con
il progredire della scienza, il bisogno di miti è
diminuito. Tuttavia, se il Vaticano procede con lentezza
e circospezione quando si tratta di riconsiderare il ruolo
dell'umanità nella creazione, non si sposta
quasi dalle proprie posizioni quando si tratta di interpretare
i fatti descritti nel Nuovo Testamento, nonostante
la considerevole mole di nuove prove storiche.
Un'efficace dimostrazione di questo «potere della
storia» fu costituita dall'incontro tra Papa
Giovanni Paolo II e l'arcivescovo di Canterbury,
capo della Chiesa anglicana, nel novembre del 1996, quando
il pontefice sentì il dovere di ribadire la propria
assoluta superiorità, riasserendo il proprio status
storico di successore diretto di san Pietro, al quale, sottolineò,
Cristo aveva affidato la sua Chiesa. La rivendicazione di
una supremazia trasmessa direttamente da Gesù Cristo,
nota come «successione apostolica»,
è fondata su una versione degli eventi propria
della Chiesa cattolica romana che è stata
ampiamente screditata dagli studiosi moderni alla luce di
un riesame dei fatti riguardanti la Chiesa di Gerusalemme.
Oggi ci sono testimonianze consistenti a riprova del fatto
che Gesù fu il capo di una setta
esclusivamente ebraica, e che a succedergli non fu Pietro,
bensì il fratello minore, Giacomo,
primo vescovo di Gerusalemme.
Un'altra dimostrazione: nel 1996 Papa Giovanni Paolo
II ha dichiarato in un documento pubblico che Gesù
fu l'unico figlio di Maria e che, perciò, Giacomo
non era affatto suo fratello; un'affermazione insolita e
assolutamente infondata che andava a scontrarsi con le testimonianze
bibliche e con le opinioni di gran parte degli studiosi.
L'autorità delle prove oggi acquisite conferma che,
pur essendo stato in tutta probabilità alla testa
della comunità cristiana a Roma dal 42 al 67 d.C.,
Pietro non fu certamente il capo della
Chiesa. Al contrario, la carica di leader supremo di questa
istituzione era ricoperta in quegli anni da Giacomo, fratello
di Gesù e vescovo di Gerusalemme.
Perfetto
successore del fratello crocifisso, Giacomo offrì
una guida solida sia alla comunità nota come Chiesa
di Gerusalemme sia agli ebrei della Diaspora (la
dispersione nel mondo greco-romano), tra cui per esempio
le comunità stanziate a Efeso, in Turchia, ad Alessandria
e a Roma stessa...
A
quanti, infine, mi chiedono cosa pensi sulla divinità
o meno di Gesù, lascio che ciascuno interpreti i
fatti e le circostanze secondo la propria sensibilità.
Mi sono però convinto che Gesù fosse profondamente
convinto di avere una sicura, misteriosa missione da compiere;
da dove gli venisse questa convinzione non lo sapremo mai
e possiamo solamente avvanzare delle ipotesi riguardo la
cognizione di Sè che Egli aveva. Questo è
sicuramente differente dal giudicarlo o meno "Inviato
da Dio". La Fede và oltre la logica e d'altronde
già Padre Ernesto Balducci, a tal
riguardo scriveva "...Se fossimo coerenti,
dovremmo essere atei..."! Di certo Gesù
è una delle personalità più affascinanti
che la documentazione storica ci ha trasmesso e forse, senza
la sovrastuttura del "Presunto Sostegno Divino"
e fosse la Sua semplicemente "l'esperienza di un Uomo"
sarebbe ancora più intrigante la Sua vicenda umana. |