I
confronti sinottici, (SINOSSI), consentono di eseguire una lettura
parallela dei quattro Vangeli, mettendo in evidenza le somiglianze
o i contrasti fra i diversi testi. Ed è proprio dall'analisi
ragionata di queste somiglianze e di questi contrasti che si possono
ricavare indicazioni interpretative di grande significato Le prime
sinossi furono eseguite probabilmente nel 1776, quando un certo
J.J.Griesbach, tedesco della città di Halle, presentò
il suo lavoro di confronto sistematico dei testi evangelici. Oggi
è comunemente letta la sinossi del domenicano francese
J.Lagrange (1855-1938) prendendo come testo guida quello di Luca.
La
Sinossi che segue può essere interessante perché
le ragioni e le modalità della condanna e della esecuzione
di Cristo possono essere illuminanti sul suo ruolo storico e sulle
finalità della sua opera. Non si tratta di una sinossi,
come quella di Lagrange, che dedica il suo interesse e la sua
attenzione ad aspetti di carattere teologico; in questa sede presentiamo
una sinossi nella quale l'attenzione è concentrata sugli
aspetti di carattere storico, finalizzata ad una indagine critica
degli avvenimenti descritti, non dei loro significati sul piano
religioso.
E'
utile ricordare che i quattro Vangeli canonici, anche quelli firmati
con nomi di Apostoli come Matteo e Giovanni, furono in realtà
compilati, come Noi li conosciamo, da altri che non conobbero
direttamente Jeshua Ben Josef, detto Gesù, ma che probabilmente
conobbero e frequentarono gli Apostoli, testimoni diretti degli
eventi
Il
vangelo di Marco
è il più antico e il più breve, scritto
probabilmente a Roma prima dell'anno 70 per una comunità
cristiana.
Il vangelo di Matteo
che possediamo fu scritto in greco dopo l'anno 70 per una comunità
cristiana formata in parte da giudei convertiti.
Il vangelo di Luca
fu scritto intorno all'anno 75 per una comunità proveniente
dal paganesimo. Luca è anche l'autore degli Atti degli
Apostoli.
Il vangelo di Giovanni
fu probabilmente scritto in Asia Minore nel 90-100.
Betania
MARCO:
Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il
lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto
di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran
valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento
sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro:
-Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva
benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e
darli ai poveri!-. Ed erano infuriati contro di lei. Allora Gesù
disse: -Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella
ha compiuto verso di me un'opera buona; i poveri infatti li avete
sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non
mi avete sempre. Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere,
ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità
vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato
il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò
che ella ha fatto.
MATTEO: Mentre Gesù
si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, gli
si avvicinò una donna con un vaso di alabastro di olio
profumato molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre
stava a mensa. I discepoli vedendo ciò si sdegnarono e
dissero: «Perchè questo spreco? Lo si poteva vendere
a caro prezzo per darlo ai poveri!». Ma Gesù, accortosene,
disse loro: «Perchè infastidite questa donna? Essa
ha compiuto un'azione buona verso di me. I poveri infatti li avete
sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete. Versando questo
olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura.
In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo
vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò
che essa ha fatto, in ricordo di lei».
LUCA: Uno dei farisei
lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa
del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice
di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo,
venne con un vasetto di olio profumato e fermatasi dietro si rannicchiò
piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime,
poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva
di olio profumato. A quella vista il fariseo che l'aveva invitato
pensò tra sè. «Se costui fosse un profeta,
saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca:
è una peccatrice». Gesù allora gli disse:
«Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro,
dì pure». «Un creditore aveva due debitori:
l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo
essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi
dunque di loro lo amerà di più?». Simone rispose:
«Suppongo quello a cui ha condonato di più».
Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E volgendosi
verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono
entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi;
lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati
con i suoi capelli. ]Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da
quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non
mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso
di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi
molti peccati, poichè ha molto amato. Invece quello a cui
si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «Ti sono
perdonati i tuoi peccati». Allora i commensali cominciarono
a dire tra sè: «Chi è quest'uomo che perdona
anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua
fede ti ha salvata; và in pace!».
GIOVANNI:
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània,
dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti.
E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei
commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di
vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e
li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì
del profumo dell'unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi
discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: «Perchè
quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari
per poi darli ai poveri?». Questo egli disse non perchè
gl'importasse dei poveri, ma perchè era ladro e, siccome
teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù
allora disse: «Lasciala fare, perchè lo conservi
per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre
con voi, ma non sempre avete me».
Il
Bacio di Giuda
MARCO:
E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei
Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi
sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva
dato loro questo segno: «Quello che bacerò, è
lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta».
Allora gli si accostò dicendo: «Rabbì»
e lo baciò.
MATTEO:
Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e
con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi
sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato
loro questo segnale dicendo: «Quello che bacerò,
è lui; arrestatelo!». E subito si avvicinò
a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo
baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo
sei qui!». Allora si fecero avanti e misero le mani addosso
a Gesù e lo arrestarono.
LUCA:
Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva
colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò
a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda,
con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?»
GIOVANNI: Detto
questo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò
di là dal torrente Cèdron, dove c'era un giardino
nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore,
conosceva quel posto, perchè Gesù vi si ritirava
spesso con i suoi discepoli. Giuda dunque, preso un distaccamento
di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei,
si recò là con lanterne, torce e armi.
Lo
scontro armato
MARCO:
Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. Uno dei presenti,
estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e
gli recise l'orecchio.
MATTEO: E Gesù
gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si
fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono.
Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla
spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote
staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti
la spada nel fodero, perchè tutti quelli che mettono mano
alla spada periranno di spada. Pensi forse che io non possa pregare
il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni
di angeli? [54]Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo
le quali così deve avvenire?».
LUCA: Allora quelli
che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero:
«Signore, dobbiamo colpire con la spada?». E uno di
loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò
l'orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate,
basta così!». E toccandogli l'orecchio, lo guarì.
GIOVANNI: Gesù
allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece
innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero:
«Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù:
«Sono io!». Vi era là con loro anche Giuda,
il traditore. Appena disse «Sono io», indietreggiarono
e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?».
Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù
replicò: «Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate
me, lasciate che questi se ne vadano». Perchè s'adempisse
la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno
di quelli che mi hai dato». ]Allora Simon Pietro, che aveva
una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote
e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava
Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la tua
spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi
ha dato?».
L'arresto
MARCO:
Allora Gesù disse loro: «Come contro un brigante,
con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno ero
in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato.
Si adempiano dunque le Scritture!». Tutti allora, abbandonandolo,
fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto
di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo,
fuggì via nudo.
MATTEO: In quello
stesso momento Gesù disse alla folla: «Siete usciti
come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi.
Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete
arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perchè si
adempissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli,
abbandonatolo, fuggirono.
LUCA: Poi Gesù
disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi
delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade
e bastoni come contro un brigante? Ogni giorno ero con voi nel
tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è
la vostra ora, è l'impero delle tenebre».
GIOVANNI: Allora
il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono
Gesù, lo legarono...
Il
trasferimento presso il sommo sacerdote
MARCO:
Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là
si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi.
Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del
sommo sacerdote; e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi
al fuoco.
MATTEO: Or quelli
che avevano arrestato Gesù, lo condussero dal sommo sacerdote
Caifa, presso il quale già si erano riuniti gli scribi
e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino
al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose
a sedere tra i servi, per vedere la conclusione.
LUCA: Dopo averlo
preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo
sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Siccome avevano acceso
un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche
Pietro si sedette in mezzo a loro.
GIOVANNI: ...e lo
condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che
era sommo sacerdote in quell'anno. Caifa poi era quello che aveva
consigliato ai Giudei: «E` meglio che un uomo solo muoia
per il popolo». ]Intanto Simon Pietro seguiva Gesù
insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto
dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù
nel cortile del sommo sacerdote; Pietro invece si fermò
fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al
sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia
e fece entrare anche Pietro.
Il
rinnegamento di Pietro
MARCO:
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del
sommo sacerdote e vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò
e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù».
Ma egli negò: «Non so e non capisco quello che vuoi
dire». Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò.
E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui
è di quelli». Ma egli negò di nuovo. Dopo
un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: «Tu sei certo
di quelli, perchè sei Galileo». Ma egli cominciò
a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo che voi
dite». Per la seconda volta un gallo cantò. Allora
Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli
aveva detto: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai
per tre volte». E scoppiò in pianto.
MATTEO: Pietro intanto
se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò
e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!».
Ed egli negò davanti a tutti: «Non capisco che cosa
tu voglia dire». Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra
serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù,
il Nazareno». Ma egli negò di nuovo giurando: «Non
conosco quell'uomo». Dopo un poco, i presenti gli si accostarono
e dissero a Pietro: «Certo anche tu sei di quelli; la tua
parlata ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare
e a giurare: «Non conosco quell'uomo!». E subito un
gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole dette
da Gesù: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai
tre volte». E uscito all'aperto, pianse amaramente.
LUCA: Vedutolo seduto
presso la fiamma, una serva fissandolo disse: «Anche questi
era con lui». Ma egli negò dicendo: «Donna,
non lo conosco!».Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche
tu sei di loro!». Ma Pietro rispose: «No, non lo sono!».
Passata circa un'ora, un altro insisteva: «In verità,
anche questo era con lui; è anche lui un Galileo».
Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici».
E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò.
Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si
ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: «Prima
che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito,
pianse amaramente.
GIOVANNI: E la giovane
portinaia disse a Pietro: «Forse anche tu sei dei discepoli
di quest'uomo?». Egli rispose: «Non lo sono».
Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perchè
faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e
si scaldava......Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi.
Gli dissero: «Non sei anche tu dei suoi discepoli?».
Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno
dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro
aveva tagliato l'orecchio, disse: «Non ti ho forse visto
con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito
un gallo cantò.
Il
processo davanti alle autorità ebraiche
MARCO:
Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una
testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non
la trovavano. Molti infatti attestavano il falso contro di lui
e così le loro testimonianze non erano concordi. Ma alcuni
si alzarono per testimoniare il falso contro di lui, dicendo:
«Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io distruggerò
questo tempio fatto da mani d'uomo e in tre giorni ne edificherò
un altro non fatto da mani d'uomo». Ma nemmeno su questo
punto la loro testimonianza era concorde. Allora il sommo sacerdote,
levatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù
dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro
contro di te?». ]Ma egli taceva e non rispondeva nulla.
Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei
tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?». Gesù
rispose: «Io lo sono! E vedrete il Figlio dell'uomo seduto
alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che
bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia;
che ve ne pare?». Tutti sentenziarono che era reo di morte.
MATTEO: I sommi
sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza
contro Gesù, per condannarlo a morte; ma non riuscirono
a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni.
Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui
ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo
in tre giorni». Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non
rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?».
Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti
scongiuro, per il Dio vivente, perchè ci dica se tu sei
il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l'hai detto, gli
rispose Gesù, anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il
Figlio dell'uomoseduto alla destra di Dio,e venire sulle nubi
del cielo». Allora il sommo sacerdote si stracciò
le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Perchè abbiamo
ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia;
che ve ne pare?». E quelli risposero: «E` reo di morte!».
LUCA: Appena fu
giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo,
con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio
e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, diccelo». Gesù
rispose: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo,
non mi risponderete. Ma da questo momento starà il Figlio
dell'uomo seduto alla destra della potenza di Dio». Allora
tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?».
Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono».
Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza?
L'abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».
GIOVANNI: Allora
il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi
discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: «Io
ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga
e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai
detto nulla di nascosto. Perchè interroghi me? Interroga
quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi
sanno che cosa ho detto».
Gli
oltraggi
MARCO:
Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il
volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli: «Indovina». I
servi intanto lo percuotevano.
MATTEO: Allora gli
sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano,
[68]dicendo: «Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?».
LUCA: Frattanto
gli uomini che avevano in custodia Gesù lo schernivano
e lo percuotevano, lo bendavano e gli dicevano: «Indovina:
chi ti ha colpito?». E molti altri insulti dicevano contro
di lui.
GIOVANNI: episodio
non citato
Il
trasferimento presso Pilato
MARCO:
Al mattino i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto
il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù,
lo condussero e lo consegnarono a Pilato.
MATTEO: Venuto il
mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero
consiglio contro Gesù, per farlo morire. Poi, messolo in
catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato.
LUCA: Tutta l'assemblea
si alzò, lo condussero da Pilato
GIOVANNI: Allora
condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba
ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi
e poter mangiare la Pasqua.
La
morte di Giuda
MARCO:
episodio non citato
MATTEO: Allora Giuda,
il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si
pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi
sacerdoti e agli anziani [4]dicendo: «Ho peccato, perchè
ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che
ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d'argento
nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma
i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: «Non è
lecito metterlo nel tesoro, perchè è prezzo di sangue».
E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per
la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato
"Campo di sanguè' fino al giorno d'oggi. Allora si
adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero
trenta denari d'argento, il prezzo del venduto, che i figli di
Israele avevano mercanteggiato, e li diedero per il campo del
vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.
LUCA: episodio non
citato
GIOVANNI: episodio
non citato
ATTI DEGLI APOSTOLI:
La morte di Giuda In quei giorni Pietro si alzò in mezzo
ai fratelli (il numero delle persone radunate era circa centoventi)
e disse: «Fratelli, era necessario che si adempisse ciò
che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca
di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono
Gesù. Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in
sorte lo stesso nostro ministero. Giuda comprò un pezzo
di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in
avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le
sue viscere. La cosa è divenuta così nota a tutti
gli abitanti di Gerusalemme, che quel terreno è stato chiamato
nella loro lingua Akeldamà, cioè Campo di sangue.
L'interrogatorio
davanti a Pilato e le accuse dei Giudei
MARCO:
Allora Pilato prese a interrogarlo: «Sei tu il re dei Giudei?».
Ed egli rispose: «Tu lo dici». I sommi sacerdoti frattanto
gli muovevano molte accuse. Pilato lo interrogò di nuovo:
«Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!».
Ma Gesù non rispose più nulla, sicchè Pilato
ne restò meravigliato
MATTEO: Gesù
intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l'interrogò
dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose
«Tu lo dici». E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti
e gli anziani, non rispondeva nulla. Allora Pilato gli disse:
«Non senti quante cose attestano contro di te?». Ma
Gesù non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia
del governatore
LUCA: ...e cominciarono
ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che sobillava il nostro
popolo, impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere
il Cristo re». Pilato lo interrogò: «Sei tu
il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici».
Pilato disse ai sommi sacerdoti e alla folla: «Non trovo
nessuna colpa in quest'uomo». Ma essi insistevano: «Costui
solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato
dalla Galilea fino a qui»... Pilato, riuniti i sommi sacerdoti,
le autorità e il popolo, disse: «Mi avete portato
quest'uomo come sobillatore del popolo; ecco, l'ho esaminato davanti
a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui
lo accusate; e neanche Erode, infatti ce l'ha rimandato. Ecco,
egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo
averlo severamente castigato, lo rilascerò».
GIOVANNI: Uscì
dunque Pilato verso di loro e domandò: «Che accusa
portate contro quest'uomo?». Gli risposero: «Se non
fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato». Allora
Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo
la vostra legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi
non è consentito mettere a morte nessuno». Così
si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando
di quale morte doveva morire. Pilato allora rientrò nel
pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei
il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo
da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?». Pilato
rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti
ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». Rispose
Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo;
se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero
combattuto perchè non fossi consegnato ai Giudei; ma il
mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato
gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù:
«Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo
sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità.
Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?».
E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro:
«Io non trovo in lui nessuna colpa.
Gesù
al cospetto di Erode
MARCO:
episodio non citato
MATTEO: episodio
non citato
LUCA: Udito ciò,
Pilato domandò se era Galileo e, saputo che apparteneva
alla giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode che in quei
giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme.
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto, perchè
da molto tempo desiderava vederlo per averne sentito parlare e
sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò
con molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla. C'erano
là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano
con insistenza. Allora Erode, con i suoi soldati, lo insultò
e lo schernì, poi lo rivestì di una splendida veste
e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono
amici; prima infatti c'era stata inimicizia tra loro.
GIOVANNI:
episodio non citato
...
o Cristo o Barabba
MARCO:
Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta.
Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli
che nel tumulto avevano commesso un omicidio. La folla, accorsa,
cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva.
Allora Pilato rispose loro: «Volete che vi rilasci il re
dei Giudei?». Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo
avevano consegnato per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono
la folla perchè egli rilasciasse loro piuttosto Barabba.
Pilato replicò: «Che farò dunque di quello
che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono:
«Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che
male ha fatto?». Allora essi gridarono più forte:
«Crocifiggilo!».
MATTEO: Il governatore
era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo
un prigioniero, a loro scelta. Avevano in quel tempo un prigioniero
famoso, detto Barabba. Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato
disse loro: «Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù
chiamato il Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano
consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie
gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel
giusto; perchè oggi fui molto turbata in sogno, per causa
sua». Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla
a richiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore
domandò: «Chi dei due volete che vi rilasci?».
Quelli risposero: «Barabba!». Disse loro Pilato: «Che
farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?».
Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli aggiunse:
«Ma che male ha fatto?». Essi allora urlarono: «Sia
crocifisso!».
LUCA: Ma era obbligato,
per la festa, a rilasciare loro qualcuno). Ma essi si misero a
gridare tutti insieme: «A morte costui! Dacci libero Barabba!».
Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in
città e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo,
volendo rilasciare Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo,
crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro:
«Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui
che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo
rilascerò». Essi però insistevano a gran voce,
chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano
GIOVANNI:
Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua:
volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?». Allora
essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!».
Barabba era un brigante. Allora Pilato fece prendere Gesù
e lo fece flagellare... Pilato intanto uscì di nuovo e
disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perchè
sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». Allora Gesù
uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora.
E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!». Al vederlo i
sommi sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!».
Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io
non trovo in lui nessuna colpa». Gli risposero i Giudei:
«Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire,
perchè si è fatto Figlio di Dio». All'udire
queste parole, Pilato ebbe ancor più paura ed entrato di
nuovo nel pretorio disse a Gesù: «Di dove sei?».
Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato:
«Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà
e il potere di metterti in croce?». Rispose Gesù:
«Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse
stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue
mani ha una colpa più grande». Da quel momento Pilato
cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: «Se liberi
costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si
mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre
fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato
Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione
della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco
il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!».
Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?».
Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all'infuori
di Cesare».
Il
verdetto.
MARCO:
E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò
loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò
perché fosse crocifisso
MATTEO: Pilato,
visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre
più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla
folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue;
vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo
sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». Allora
rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù,
lo consegnò ai soldati perchè fosse crocifisso.
LUCA: Pilato allora
decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui
che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi
richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà.
GIOVANNI:
Allora lo consegnò loro perchè fosse crocifisso.
Lo
scherno dei soldati.
MARCO:
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè
nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di
porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero
sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!».
E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso
e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito,
lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi
lo condussero fuori per crocifiggerlo.
MATTEO: Allora i
soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e
gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero
addosso un manto scarlatto e intrecciata una corona di spine,
gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre
gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve,
re dei Giudei!». E sputandogli addosso, gli tolsero di mano
la canna e lo percuotevano sul capo.
LUCA: episodio non
citato
GIOVANNI:
E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul
capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano
davanti e gli dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E
gli davano schiaffi.
Il
trasporto della croce.
MARCO:
Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene
che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare
la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota,
che significa luogo del cranio,...
MATTEO: Dopo averlo
così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero
indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.Mentre
uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo
costrinsero a prender su la croce di lui. Giunti a un luogo detto
Gòlgota, che significa luogo del cranio,...
LUCA: Mentre lo
conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che
veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare
dietro a Gesù. Lo seguiva una gran folla di popolo e di
donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui.
Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie
di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse
e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà:
Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle
che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti:
Cadete su di noi ed ai colli: Copriteci! Perchè se trattano
così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Venivano condotti insieme con lui anche due malfattori per essere
giustiziati.
GIOVANNI:
Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si
avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota.
La
crocifissione
MARCO:
...e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte
su di esse quello che ciascuno dovesse prendere. Erano le nove
del mattino quando lo crocifissero. E l'iscrizione con il motivo
della condanna diceva: Il re dei Giudei. Con lui crocifissero
anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra. Così
fu adempiuta la scrittura che dice: -E' stato annoverato fra i
malfattori-.
MATTEO: ...gli diedero
da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne
volle bere. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue
vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia.
Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della
sua condanna: «Questi è Gesù, il re dei Giudei».
Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e
uno a sinistra.
LUCA: Quando giunsero
al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori,
uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre,
perdonali, perchè non sanno quello che fanno». Dopo
essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. C'era anche
una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non
sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l'altro
lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato
alla stessa pena? Noi giustamente, perchè riceviamo il
giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di
male». E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando
entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità
ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».
GIOVANNI:
dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno
dall'altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione
e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù
il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa
iscrizione, perchè il luogo dove fu crocifisso Gesù
era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino
e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato:
«Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io
sono il re dei Giudei». Rispose Pilato: «Ciò
che ho scritto, ho scritto». I soldati poi, quando ebbero
crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro
parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica
era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo.
Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a
sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:«Si
son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato
la sorte.» E i soldati fecero proprio così.
Gli
insulti e l'agonia.
MARCO:
I passanti lo insultavano e, scuotendo il capo, esclamavano: «Ehi,
tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva
te stesso scendendo dalla croce!». Ugualmente anche i sommi
sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: «Ha
salvato altri, non può salvare se stesso! Il Cristo, il
re d'Israele, scenda ora dalla croce, perchè vediamo e
crediamo». E anche quelli che erano stati crocifissi con
lui lo insultavano. Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta
la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò
con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?,
che significa: Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?
Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco,
chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna
e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate,
vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce».
MATTEO: E quelli
che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e
dicendo: «Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in
tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla
croce!». Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani
lo schernivano: «Ha salvato gli altri, non può salvare
se stesso. E` il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo.
Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto
infatti: Sono Figlio di Dio!». Anche i ladroni crocifissi
con lui lo oltraggiavano allo stesso modo. Da mezzogiorno fino
alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso
le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì,
Elì, lemà sabactàni?», che significa:
«Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?».
Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama
Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna
e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così
gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se
viene Elia a salvarlo!». ]E Gesù, emesso un alto
grido, spirò.
LUCA: Il popolo
stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha
salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio,
il suo eletto». Anche i soldati lo schernivano, e gli si
accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: «Se tu
sei il re dei Giudei, salva te stesso»... era verso mezzogiorno,
quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra
fino alle tre del pomeriggio.
GIOVANNI:
Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei
il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco
il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la
tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella
sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era
stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho
sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò
una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono
alla bocca.
Morte
ed eventi soprannaturali.
MARCO:
Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del
tempio si squarciò in due, dall'alto in basso. Allora il
centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo,
disse: «Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!».
C'erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano,
tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il
minore e di Ioses, e Salome, che lo seguivano e servivano quando
era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui
a Gerusalemme
MATTEO: E Gesù,
emesso un alto grido, spirò. ]Ed ecco il velo del tempio
si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse,
le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di
santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua
risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a
molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia
a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva,
furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui
era Figlio di Dio!». C'erano anche là molte donne
che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù
dalla Galilea per servirlo. Tra costoro Maria di Màgdala,
Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di
Zebedèo.
LUCA: Il velo del
tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito».
Detto questo spirò. Visto ciò che era accaduto,
il centurione glorificava Dio: «Veramente quest'uomo era
giusto». Anche tutte le folle che erano accorse a questo
spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornavano
percuotendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti assistevano da
lontano e così le donne che lo avevano seguito fin dalla
Galilea, osservando questi avvenimenti.
GIOVANNI:
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di
sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala... E dopo aver ricevuto
l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!».
E, chinato il capo, spirò. Era il giorno della Preparazione
e i Giudei, perchè i corpi non rimanessero in croce durante
il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero
a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati
via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e
poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti
però da Gesù e vedendo che era già morto,
non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì
il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza
è vera e egli sa che dice il vero, perchè anche
voi crediate. Questo infatti avvenne perchè si adempisse
la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro
passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui
che hanno trafitto.
L'intervento
di Giuseppe di Arimatea.
MARCO:
Sopraggiunta ormai la sera, poichè era la Parascève,
cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatèa,
membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno
di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il
corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già
morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse
morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a
Giuseppe.
MATTEO: Venuta la
sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe,
il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. [58]Egli
andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora
Pilato ordinò che gli fosse consegnato.
LUCA: C'era un uomo
di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta.
Non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Egli
era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava
il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo
di Gesù.
GIOVANNI:
Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo
di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a
Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse.
Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.
Deposizione
e sepoltura.
MARCO:
Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla
croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato
nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del
sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses
stavano ad osservare dove veniva deposto.
MATTEO: Giuseppe,
preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo
e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella
roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro,
se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria
di Màgdala e l'altra Maria.
LUCA: Lo calò
dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba
scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto.
Era il giorno della parascève e già splendevano
le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù
dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e
come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono
indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato
osservarono il riposo secondo il comandamento... Erano Maria di
Magdala, Giovanna e Maria di Giacomo.
GIOVANNI:
Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò
anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da
lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di
circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù,
e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è
usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato
crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo,
nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero
Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poichè
quel sepolcro era vicino.